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Gli importi accordabili associati
ai prestiti fiduciari delle carte attualmente in circolazione variano
all’incirca dai 3 ai 10 milioni di lire, e sono decisi valutando
l’affidabilità creditizia del richiedente.
Il titolare può utilizzare questa linea di credito, nei limiti
dell’importo che gli viene accordato, per effettuare acquisti di
beni o servizi presso esercizi che appartengono al circuito di spendibilità
della carta (Visa, Mastercard, American Express, ecc.), oppure per prelevare
degli anticipi di denaro contante dagli sportelli automatici per i prestiti
fiduciari. Man mano che si procede al rimborso, il conto si alimenta nuovamente
e consente successivi impieghi.
Ma come avvengono i rimborsi? Normalmente viene stabilita solo una rata
minima di pagamento dei prestiti fiduciari che il cliente può incrementare
a sua discrezione (fino a decidere, eventualmente, di pagare l’intero
saldo), fermo l’obbligo di versare alle scadenze concordate almeno
la cifra minima pattuita.
Grazie al susseguirsi dei rimborsi, effettuati di norma tramite autorizzazione
di addebito sul conto corrente, il credito affidato si ricostituisce.
La rata minima dei prestiti fiduciari può essere fissata in valore
assoluto (es. 100.000 lire al mese), oppure in termini percentuali sull’importo
dovuto (normalmente intorno al 5%,). In ogni caso l’importo della
rata minima è fissato in modo tale che almeno gli interessi maturati
nel mese siano interamente rimborsati.
A fronte di questi utilizzi, il titolare accetta di pagare un tasso di
interesse mensile che va a remunerare l’impiego effettivo del finanziamento
concesso. Può sembrare ovvio, ma va sottolineato che gli interessi
si applicano ai prestiti fiduciari solo alle somme utilizzate, per cui
l’istituto emittente non percepisce nulla per il fatto di mettere
a disposizione del denaro, se questo non è effettivamente speso
e la carta non viene utilizzata.
Resta inteso che l’emittente può richiedere una quota fissa
annua di associazione (vedi in Ottenere una carta revolving il dettaglio
delle condizioni), in modo non dissimile da ciò che accade per
i prestiti fiduciari, per la carta bancomat o per la carta “charge”.
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